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venerdì 9 marzo 2012
Murasaki e l'organizzazione casalinga (che se non ci fosse Mr T...)
Qualche mese fa ho partecipato a un'inchiesta online dal titolo: Madre-Non Madre. Scopo dell'indagine era scoprire quali fossero i desideri, le necessità, gli ostacoli e le aspettative delle giovani donne (nate tra il 1970 e il 1989) di fronte alla sfida della maternità. Le partecipanti sono state quasi 3.000 equamente distribuite tra madri (51.5%) e non madri.
"Dai quasi 3000 questionari raccolti in poche settimane, è affiorato un quadro sempre più problematico della relazione tra maternità, lavoro e welfare, in Italia".
Emerge però un dato interessante sui padri di oggi (peraltro già constatato in un recente studio: Paternità e cura familiare) che si rivelano più attenti e collaborativi nella cura dei figli.
Certo, guardandomi in giro, mi rendo conto che per molti la strada da percorrere è ancora lunga, ma io nel mio piccolo sono tra le fortunate che possono vantare un compagno che dal primo momento ha fortemente voluto occuparsi dei nostri bambini.
lunedì 18 ottobre 2010
Murasaki e la "rivoluzione in rosa"
Partecipo volentieri all'iniziativa proposta da Mammafelice e altre blogger e scrivo anch'io un post dedicato alla campagna della LILT per il mese del Nastro Rosa.
Lo so, sono in ritardo. Avrei voluto preparare questo post ieri, magari inserendoci anche una foto con un particolare rosa, ma... come ho già detto altre volte, nonostante sul lavoro io sia una persona metodica e precisa, non riesco ad applicare queste doti anche nella vita privata.
Insomma come massaia faccio un po' pena, sempre nell'atto di rincorrere tutto quel che c'è da fare per i bambini, in continua lotta con perfide ceste dei panni che non si svuotano mai, con i giochi che si rifiutano di starsene tranquilli nelle loro ceste, con le macchinine abbandonate (No mamma, parcheggiate!) sui pavimenti di corridoio e soggiorno.
E in tutto questo rincorrere la quotidianità, finisco per dimenticare una cosa fondamentale, cosa farei, anzi cosa farebbero i nostri figli le nostre ragioni di vita se dovessero perderci all'improvviso e nella sofferenza di una malattia come il tumore? Non ci avevo mai pensato finché la nostra vicina di casa non mi ha raccontato la sua storia.
"C'è una nostra vicina di casa che, qualche anno fa, all'improvviso, iniziò ad uscire con un foulard in testa, con aria sempre più spaesata e mesta, lei che aveva sempre avuto un sorriso radioso e splendidi capelli lunghi fino alla schiena.
Dopo la nascita del secondo figlio, e grazie alle ecografie e ai controlli che andrebbero fatti da tutti con regolarità (ma in pochi fanno davvero), le diagnosticarono un tumore al seno.
Grazie alla diagnosi abbastanza precoce fu fortunata e, nonostante le cure furono piuttosto pesanti da sopportare con due figli piccoli, alla fine è tornata a sfoggiare il suo sorriso radioso, anche se i capelli ormai si è abituata a portarli corti."
E' una storia forse come tante, ma non così tante come vorrei: non posso fare a meno di pensare che, se la prevenzione fosse presa più sul serio, le storie come questa sarebbero molte, ma molte di più!
Lo so, sono in ritardo. Avrei voluto preparare questo post ieri, magari inserendoci anche una foto con un particolare rosa, ma... come ho già detto altre volte, nonostante sul lavoro io sia una persona metodica e precisa, non riesco ad applicare queste doti anche nella vita privata.
Insomma come massaia faccio un po' pena, sempre nell'atto di rincorrere tutto quel che c'è da fare per i bambini, in continua lotta con perfide ceste dei panni che non si svuotano mai, con i giochi che si rifiutano di starsene tranquilli nelle loro ceste, con le macchinine abbandonate (No mamma, parcheggiate!) sui pavimenti di corridoio e soggiorno.
E in tutto questo rincorrere la quotidianità, finisco per dimenticare una cosa fondamentale, cosa farei, anzi cosa farebbero i nostri figli le nostre ragioni di vita se dovessero perderci all'improvviso e nella sofferenza di una malattia come il tumore? Non ci avevo mai pensato finché la nostra vicina di casa non mi ha raccontato la sua storia.
"C'è una nostra vicina di casa che, qualche anno fa, all'improvviso, iniziò ad uscire con un foulard in testa, con aria sempre più spaesata e mesta, lei che aveva sempre avuto un sorriso radioso e splendidi capelli lunghi fino alla schiena.
Dopo la nascita del secondo figlio, e grazie alle ecografie e ai controlli che andrebbero fatti da tutti con regolarità (ma in pochi fanno davvero), le diagnosticarono un tumore al seno.
Grazie alla diagnosi abbastanza precoce fu fortunata e, nonostante le cure furono piuttosto pesanti da sopportare con due figli piccoli, alla fine è tornata a sfoggiare il suo sorriso radioso, anche se i capelli ormai si è abituata a portarli corti."
E' una storia forse come tante, ma non così tante come vorrei: non posso fare a meno di pensare che, se la prevenzione fosse presa più sul serio, le storie come questa sarebbero molte, ma molte di più!
Per questo è necessaria una "rivoluzione in rosa".
martedì 31 agosto 2010
Murasaki e il rientro... col botto!
Siamo tornati! Le ferie sono finite e tutto al rientro si è svolto come da copione.
La riduzione di orario per allattamento è terminata proprio prima della partenza, così non solo sono tornata in ufficio, ma ci sono tornata per otto ore consecutive. E naturalmente ho avuto i classici sintomi da primo giorno al computer: vista tremolante, nausea e mal di testa... altro che botto è stato uno schianto!
BUH! è stato il più felice, perché è tornato all'estivo, mentre Sorellina, pur felice di stare con nonna Bea e papà, ha avuto qualche scompenso dopo le tre settimane passate in simbiosi con mamma e fratello.
Quando mi ha vista entrare in casa, infatti, ha esclamato: MAMMAAAAA! e ha subito proteso le braccine, non solo, subito dopo ha detto: ahpitcià ahpitciàa, tiitttiii, taatte - che (abbinato a una manina che tenta di aprirmi la camicia) significa: Mammina, mi sei mancata così tanto, non è che adesso mi concederesti una coccolina? Un sorso di quella bevanda bianca e dolce che mi dice che sei tornata e non te ne andrai di nuovo via?
E io, che davanti a queste richieste ho la fermezza di una gelatina, naturalmente ho ceduto subito, anche se era ora di cena... come non accontentarla? Senza contare che mi ha riempita dei suoi baci speciali e un po' sbauscianti, che consistono nello spalancare la sua boccuccia e mangiucchiarmi le guance... Tanto poi ha mangiato comunque quasi tutto quello che c'era nel piatto.
Tornate a casa Sorellina mi è rimasta avvinghiata fino a che non si è addormentata, e poi mi sono concessa a BUH! per la chiacchierata serale prima della nanna, in modo che avesse anche lui la sua parte di coccole.
Messi a letto i pargoli avrei voluto subito scrivere il post del rientro, ma la stanchezza ha prevalso e sono riuscita a malapena a raggiungere il letto... tanto il pigiama già lo indossavo su premurosa richiesta di BUH!, perché "mamma, devi indossare il pigiama per riuscire ad addormentarti..."
La riduzione di orario per allattamento è terminata proprio prima della partenza, così non solo sono tornata in ufficio, ma ci sono tornata per otto ore consecutive. E naturalmente ho avuto i classici sintomi da primo giorno al computer: vista tremolante, nausea e mal di testa... altro che botto è stato uno schianto!
BUH! è stato il più felice, perché è tornato all'estivo, mentre Sorellina, pur felice di stare con nonna Bea e papà, ha avuto qualche scompenso dopo le tre settimane passate in simbiosi con mamma e fratello.
Quando mi ha vista entrare in casa, infatti, ha esclamato: MAMMAAAAA! e ha subito proteso le braccine, non solo, subito dopo ha detto: ahpitcià ahpitciàa, tiitttiii, taatte - che (abbinato a una manina che tenta di aprirmi la camicia) significa: Mammina, mi sei mancata così tanto, non è che adesso mi concederesti una coccolina? Un sorso di quella bevanda bianca e dolce che mi dice che sei tornata e non te ne andrai di nuovo via?
E io, che davanti a queste richieste ho la fermezza di una gelatina, naturalmente ho ceduto subito, anche se era ora di cena... come non accontentarla? Senza contare che mi ha riempita dei suoi baci speciali e un po' sbauscianti, che consistono nello spalancare la sua boccuccia e mangiucchiarmi le guance... Tanto poi ha mangiato comunque quasi tutto quello che c'era nel piatto.
Tornate a casa Sorellina mi è rimasta avvinghiata fino a che non si è addormentata, e poi mi sono concessa a BUH! per la chiacchierata serale prima della nanna, in modo che avesse anche lui la sua parte di coccole.
Messi a letto i pargoli avrei voluto subito scrivere il post del rientro, ma la stanchezza ha prevalso e sono riuscita a malapena a raggiungere il letto... tanto il pigiama già lo indossavo su premurosa richiesta di BUH!, perché "mamma, devi indossare il pigiama per riuscire ad addormentarti..."
venerdì 30 luglio 2010
BUH! e l'arte della conquista
Questa mattina al telefono:
Murasaki: Buongiorno BUH!
BUH!: Buongiorno mamma! Lo sai che domani rRRritorniamo?
Murasaki: ne sono felice. E tu sei felice di tornare da mamma e papà?
BUH!: Sì. Domani, quando rRRitorno mi baciate forRrtissimo? Mi baciate forRrtisssimo mamma?
Murasaki: [silenzio accompagnato da singhiozzi sommessi, mentre pensa: piccolo ruffiano!]
Murasaki, Mr T e la child-free week (2)
E' vero. Un po' sentiamo nostalgia dei nostri pargoli, ma se vogliamo dirla tutta questa settimana senza figli ce la stiamo davvero godendo.
Non mi è nemmeno venuto il panico quando ho scoperto che a Sorellina è venuta la febbre... ehm, cioè... devo confessare che di sfuggita ho pensato "ecco, smetto di allattarla per una settimana e subito si ammala! Non smetterò MAI MAI MAI MAI più di allattarla così avrà per sempre i miei anticorpi!!!"
Per fortuna, poi sono tornata in me e ho considerato che a settembre tornerò a lavorare a tempo pieno e pian piano smetterò di allattarla comunque.
Tornando alla nostra settimana child-free ci eravamo ripromessi di fare quello che normalmente non possiamo fare o non fare perché ci sono i bambini. Non parlo soltanto di gite in scooter sul lago, cinema e cene con gli amici o il gran finale della serata alle terme previsto per venerdì.
Mi riferisco anche a scegliere di NON fare quelle attività di tutti i giorni che proprio non si possono evitare in presenza di bambini piccoli. Ad esempio sabato scorso, non appena partiti i bambini, ho subito dichiarato "Questa settimana non voglio cucinare nemmeno una volta! Al massimo tagliamo l'anguria o il melone o, se proprio vogliamo esagerare, condiamo l'insalata!"
Che senso di sollievo ho provato in questi giorni quando, entrata in casa, non avevo l'assillo del
"Cosa preparo per cena?",
"E' tardi e devo ancora fare il bagnetto ai nani",
"BUH! avrà lavato i denti? Sorellina avrà mangiato abbastanza?"
- zzZZzZzzzZzZZzZz perché naturalmente quando ci sono i bambini io alle 9 di sera crollo addormentata con loro.
Questa settimana invece i nostri ritmi sono stati rilassanti, la sveglia è suonata almeno 40 minuti più tardi rispetto al solito, e pur andando a dormire molto più tardi ci siamo svegliati ogni mattina freschi come rose, forse perché per la prima volta da quasi un anno abbiamo dormito ogni notte di filato fino al mattino.
Murasaki: Aaaahhh... peccato che questo sogno domani finirà!!
Mr T: Ma che stai dicendo?! Mura, devo confessarti una cosa, questa settimana ho capito che per poco va bene stare senza bambini, ma una vita senza di loro sarebbe veramente vuota...*
* Questa frase ho voluto immortalarla qui, per farla rileggere a Mr T quando ricomincerà a sclerare ;-)
Non mi è nemmeno venuto il panico quando ho scoperto che a Sorellina è venuta la febbre... ehm, cioè... devo confessare che di sfuggita ho pensato "ecco, smetto di allattarla per una settimana e subito si ammala! Non smetterò MAI MAI MAI MAI più di allattarla così avrà per sempre i miei anticorpi!!!"
Per fortuna, poi sono tornata in me e ho considerato che a settembre tornerò a lavorare a tempo pieno e pian piano smetterò di allattarla comunque.
Tornando alla nostra settimana child-free ci eravamo ripromessi di fare quello che normalmente non possiamo fare o non fare perché ci sono i bambini. Non parlo soltanto di gite in scooter sul lago, cinema e cene con gli amici o il gran finale della serata alle terme previsto per venerdì.
Mi riferisco anche a scegliere di NON fare quelle attività di tutti i giorni che proprio non si possono evitare in presenza di bambini piccoli. Ad esempio sabato scorso, non appena partiti i bambini, ho subito dichiarato "Questa settimana non voglio cucinare nemmeno una volta! Al massimo tagliamo l'anguria o il melone o, se proprio vogliamo esagerare, condiamo l'insalata!"
Che senso di sollievo ho provato in questi giorni quando, entrata in casa, non avevo l'assillo del
"Cosa preparo per cena?",
"E' tardi e devo ancora fare il bagnetto ai nani",
"BUH! avrà lavato i denti? Sorellina avrà mangiato abbastanza?"
- zzZZzZzzzZzZZzZz perché naturalmente quando ci sono i bambini io alle 9 di sera crollo addormentata con loro.
Questa settimana invece i nostri ritmi sono stati rilassanti, la sveglia è suonata almeno 40 minuti più tardi rispetto al solito, e pur andando a dormire molto più tardi ci siamo svegliati ogni mattina freschi come rose, forse perché per la prima volta da quasi un anno abbiamo dormito ogni notte di filato fino al mattino.
Murasaki: Aaaahhh... peccato che questo sogno domani finirà!!
Mr T: Ma che stai dicendo?! Mura, devo confessarti una cosa, questa settimana ho capito che per poco va bene stare senza bambini, ma una vita senza di loro sarebbe veramente vuota...*
* Questa frase ho voluto immortalarla qui, per farla rileggere a Mr T quando ricomincerà a sclerare ;-)
venerdì 23 luglio 2010
Murasaki e le separazioni (2)
Ebbene sì, anche quest'anno BUH! si appresta a partire con Nonna Bea e Nonno M per i monti... E' felicissimo all'idea di "andare al fresco", come dice lui. Le nostre separazioni da BUH! sono ormai assodate, possiamo gestirle noi genitori ed è perfettamente in grado di gestirle lui, tanto che questa mattina ha dichiarato:
Non preoccupatevi, anche se partiamo voi non sarete soli, perché noi restiamo sempre nel vostro cuore anche quando siamo lontani. E anche voi siete nei nostri cuori... non senti come batte forte il mio? E' perché dentro ci siete tu, papà, Sorellina e anche i nonni!!
Direi che abbiamo lavorato bene, eh?!
Quella che mi cruccia è Sorellina. Quando BUH! aveva la sua età, mai mi sarei sognata di mandarlo via per una settimana con i nonni... e questo nonostante lui fosse molto più autonomo e indipendente di quanto lo sia lei.
Proprio lei, questa bambolina spelacchiata di quasi un anno che, quando torno dal lavoro, a volte ancora piange al solo vedermi entrare e che subito cerca il seno per sentirsi rassicurata del fatto che sono proprio io, che ci sono davvero.
Lei, che a volte mi si aggrappa con tutte le sue forze per non essere presa in braccio dal papà o da nonna ... che chissammai la mamma sparisca se non la tengo stretta con le mie manine!
Insomma, se da una parte non vedo l'ora che inizi questa piccola vacanza dalle due teppe, dall'altra mi batte forte il cuore... e non batte così forte perché nel mio cuore ci sono BUH!, Sorellina, Mr T e anche i nonni... Mi si stringono lo stomaco e il cuore a separarmi dalla nostra piccolina, e se sta male? E se non mangia perché sente la mia mancanza? No, in effetti neanche questo potrebbe farle passare l'appetito... ma se sente la mia mancanza?
Ma se sento io la sua mancanza?
Posso farcela
Posso farcela
Posso farcela
Posso stare per una settimana senza la mia bambina... o no?
Non preoccupatevi, anche se partiamo voi non sarete soli, perché noi restiamo sempre nel vostro cuore anche quando siamo lontani. E anche voi siete nei nostri cuori... non senti come batte forte il mio? E' perché dentro ci siete tu, papà, Sorellina e anche i nonni!!
Direi che abbiamo lavorato bene, eh?!
Quella che mi cruccia è Sorellina. Quando BUH! aveva la sua età, mai mi sarei sognata di mandarlo via per una settimana con i nonni... e questo nonostante lui fosse molto più autonomo e indipendente di quanto lo sia lei.
Proprio lei, questa bambolina spelacchiata di quasi un anno che, quando torno dal lavoro, a volte ancora piange al solo vedermi entrare e che subito cerca il seno per sentirsi rassicurata del fatto che sono proprio io, che ci sono davvero.
Lei, che a volte mi si aggrappa con tutte le sue forze per non essere presa in braccio dal papà o da nonna ... che chissammai la mamma sparisca se non la tengo stretta con le mie manine!
Insomma, se da una parte non vedo l'ora che inizi questa piccola vacanza dalle due teppe, dall'altra mi batte forte il cuore... e non batte così forte perché nel mio cuore ci sono BUH!, Sorellina, Mr T e anche i nonni... Mi si stringono lo stomaco e il cuore a separarmi dalla nostra piccolina, e se sta male? E se non mangia perché sente la mia mancanza? No, in effetti neanche questo potrebbe farle passare l'appetito... ma se sente la mia mancanza?
Ma se sento io la sua mancanza?
Posso farcela
Posso farcela
Posso farcela
Posso stare per una settimana senza la mia bambina... o no?
Parlo di:
deduzioni di BUH,
Figli,
maternità,
nonni,
Vacanze
mercoledì 19 maggio 2010
Murasaki e il caos che prende il sopravvento
Non importa quanti sforzi si facciano, il caos è sempre lì, in agguato, che cerca il minimo spiraglio per riuscire a prendere il sopravvento su tutto e tutti.
C'è stata la festa di compleanno di BUH, ma siamo sopravvissuti, c'è stato il battesimo di Sorellina, e anche lì siamo riusciti a frenare il caos, ma poi Mr T si è ammalato, un virus davvero aggressivo che lo ha spalmato sul letto per oltre una settimana...
Per fortuna Mr T non fa parte di quella categoria di uomini che si lamentano al minimo malore, ma questa volta è stata proprio una batosta, non riusciva quasi a muoversi dal letto ed è stato lì che - sfregandosi le mani - il caos è venuto a bussare alla porta di casa Murasaki.
Alle 5 arrivavo da Nonna Bea, prelevavo i bambini e tornavo a casa per preparare la cena: naturalmente Sorellina si disperava perché voleva solo stare in braccio, mentre BUH reclamava con decisione la sua dose di attenzioni.
Come se non bastasse, di tanto in tanto Mr T si alzava dal letto, veniva in sala, si sedeva sulla poltrona e si lagnava perché i bambini urlanti facevano aumentare il suo mal di testa (restare a letto no, eh?).
Pensate che il caos sia questo? No, per lo meno non solo questo. Le prime due sere sono riuscita a sistemare subito la cucina e qualcosina in giro per la casa, ma alla terza ho iniziato ad addormentarmi alle 21 con i bambini e ho perso il controllo.
Al mattino riuscivo a risistemare al volo la cucina e al massimo a stendere i panni lavati la sera prima, poi i panni puliti hanno iniziato ad accumularsi sull'asse da stiro aperto in soggiorno, le ceste nei due bagni traboccavano di panni sporchi, i giocattoli ricoprivano ogni centimetro quadrato del nostro appartamento, il lavello in cucina straripava di piatti e pentole... finché finalmente è arrivato il sabato, ho lasciato i piccoli da Nonna Bea e ho riportato quasi tutto alla normalità.
Ma come fanno, mi chiedo, le mamme che lavorano e non hanno accanto un compagno che le aiuti, o che hanno un compagno/marito che sta fuori spesso per lavoro? Io dopo questa esperienza SO per certo che non potrei mai farcela e nutro una sana invidia per quelle mamme che si trovano in situazioni simili e riescono comunque a gestire decorosamente la loro casa.
Anzi, se ce ne fosse una all'ascolto disposta a darmi qualche consiglio in merito, io sono pronta!! Ditemi per favore come se ne esce... devo solo aspettare che Mr T stia meglio? Che Sorellina diventi un po' meno esigente? Che BUH diventi meno mammone?
C'è stata la festa di compleanno di BUH, ma siamo sopravvissuti, c'è stato il battesimo di Sorellina, e anche lì siamo riusciti a frenare il caos, ma poi Mr T si è ammalato, un virus davvero aggressivo che lo ha spalmato sul letto per oltre una settimana...
Per fortuna Mr T non fa parte di quella categoria di uomini che si lamentano al minimo malore, ma questa volta è stata proprio una batosta, non riusciva quasi a muoversi dal letto ed è stato lì che - sfregandosi le mani - il caos è venuto a bussare alla porta di casa Murasaki.
Alle 5 arrivavo da Nonna Bea, prelevavo i bambini e tornavo a casa per preparare la cena: naturalmente Sorellina si disperava perché voleva solo stare in braccio, mentre BUH reclamava con decisione la sua dose di attenzioni.
Come se non bastasse, di tanto in tanto Mr T si alzava dal letto, veniva in sala, si sedeva sulla poltrona e si lagnava perché i bambini urlanti facevano aumentare il suo mal di testa (restare a letto no, eh?).
Pensate che il caos sia questo? No, per lo meno non solo questo. Le prime due sere sono riuscita a sistemare subito la cucina e qualcosina in giro per la casa, ma alla terza ho iniziato ad addormentarmi alle 21 con i bambini e ho perso il controllo.
Al mattino riuscivo a risistemare al volo la cucina e al massimo a stendere i panni lavati la sera prima, poi i panni puliti hanno iniziato ad accumularsi sull'asse da stiro aperto in soggiorno, le ceste nei due bagni traboccavano di panni sporchi, i giocattoli ricoprivano ogni centimetro quadrato del nostro appartamento, il lavello in cucina straripava di piatti e pentole... finché finalmente è arrivato il sabato, ho lasciato i piccoli da Nonna Bea e ho riportato quasi tutto alla normalità.
Ma come fanno, mi chiedo, le mamme che lavorano e non hanno accanto un compagno che le aiuti, o che hanno un compagno/marito che sta fuori spesso per lavoro? Io dopo questa esperienza SO per certo che non potrei mai farcela e nutro una sana invidia per quelle mamme che si trovano in situazioni simili e riescono comunque a gestire decorosamente la loro casa.
Anzi, se ce ne fosse una all'ascolto disposta a darmi qualche consiglio in merito, io sono pronta!! Ditemi per favore come se ne esce... devo solo aspettare che Mr T stia meglio? Che Sorellina diventi un po' meno esigente? Che BUH diventi meno mammone?
lunedì 12 aprile 2010
Murasaki e quelli che non la invidiano per niente!
E' sabato mattina.
Un bambino quasi quattrenne corre nel sottopassaggio della stazione.
Una madre, un po' trafelata e un po' no, spinge un passeggino con a bordo una dolce creatura di otto mesi.
La madre grida al bambino grande di fermarsi alla salita e di stare "di lato dato che di ciclisti imbecilli è pieno il mondo, ma soprattutto il sottopasso della stazione!!"
Questo non l'ha detto ad alta voce, ma avrebbe voluto dato che i suddetti ciclisti imbecilli invece di spingere la bicicletta a mano (come indicano chiaramente i cartelli all'entrata del sottopasso) arrivano sempre a tutta velocità...
Il bambino sembra quasi ignorare la madre, ma poi, come sempre si ferma al momento giusto.
I protagonisti della scena descritta naturalmente siamo io e i piccoli BUH e Sorellina, ma immagino che molte mamme possano riconoscersi in questa deliziosa scenetta.
Arrivati al punto in cui BUH si ferma ridendo, vediamo scendere una coppia (chiaramente senza figli) che, avendo visto prima sbucare BUH seguito dall'eco dei miei richiami, hanno subito tenuto a precisare, prima lei e poi lui "Ah, signora, non la invidiamo per niente"... e a scanso di equivoci hanno ripetuto più e più volte questa frase "Eh, no, noi non la invidiamo proprio per niente!"
Ecco, mi spiace solo di essere stata presa proprio alla sprovvista da questa dichiarazione e di non essere riuscita a controbattere con prontezza. Perché devo dire che ripensandoci sono IO a non invidiare per niente loro, e non perché pensi che la scelta di avere uno o più figli sia l'unica giusta, sia chiaro.
Semplicemente ho sentito una grande tristezza per quelle due persone che a quanto pare sembrano credere che l'essere genitore si limiti a correre dietro o richiamare figli capricciosi e che per questo non invidiano una madre a spasso con i figli...
Peccato per loro che non "riescano" a vedere anche
- quando un figlio ti riempie il cuore con una risata o un abbraccio,
- quando dice che sei la mamma più bella del mondo (almeno per qualche anno me lo dirà ancora, vero?),
- quando gira vorticosamente ascoltando lo Schiaccianoci e grida IO ADORO BALLAREEEEEE...
- quando la piccolina chiama a ripetizione mammmammamma e allunga le braccia per farsi prendere in braccio.
- quando lui fa i versi e le smorfie e la piccolina pende dalle sue labbra (neanche avesse visto la Madonna)
- quando la Sorellina batte forte le manine sul tavolo e ride sguaiatamente per attirare l'attenzione del fratellone.
Ecco, queste sono le cose che mi riconciliano con il mondo e la vita. Non dico che per tutti debba essere così, ma certi individui dovrebbero considerarle, prima di fare commenti a sproposito a persone che nemmeno conoscono!!
Un bambino quasi quattrenne corre nel sottopassaggio della stazione.
Una madre, un po' trafelata e un po' no, spinge un passeggino con a bordo una dolce creatura di otto mesi.
La madre grida al bambino grande di fermarsi alla salita e di stare "di lato dato che di ciclisti imbecilli è pieno il mondo, ma soprattutto il sottopasso della stazione!!"
Questo non l'ha detto ad alta voce, ma avrebbe voluto dato che i suddetti ciclisti imbecilli invece di spingere la bicicletta a mano (come indicano chiaramente i cartelli all'entrata del sottopasso) arrivano sempre a tutta velocità...
Il bambino sembra quasi ignorare la madre, ma poi, come sempre si ferma al momento giusto.
I protagonisti della scena descritta naturalmente siamo io e i piccoli BUH e Sorellina, ma immagino che molte mamme possano riconoscersi in questa deliziosa scenetta.
Arrivati al punto in cui BUH si ferma ridendo, vediamo scendere una coppia (chiaramente senza figli) che, avendo visto prima sbucare BUH seguito dall'eco dei miei richiami, hanno subito tenuto a precisare, prima lei e poi lui "Ah, signora, non la invidiamo per niente"... e a scanso di equivoci hanno ripetuto più e più volte questa frase "Eh, no, noi non la invidiamo proprio per niente!"
Ecco, mi spiace solo di essere stata presa proprio alla sprovvista da questa dichiarazione e di non essere riuscita a controbattere con prontezza. Perché devo dire che ripensandoci sono IO a non invidiare per niente loro, e non perché pensi che la scelta di avere uno o più figli sia l'unica giusta, sia chiaro.
Semplicemente ho sentito una grande tristezza per quelle due persone che a quanto pare sembrano credere che l'essere genitore si limiti a correre dietro o richiamare figli capricciosi e che per questo non invidiano una madre a spasso con i figli...
Peccato per loro che non "riescano" a vedere anche
- quando un figlio ti riempie il cuore con una risata o un abbraccio,
- quando dice che sei la mamma più bella del mondo (almeno per qualche anno me lo dirà ancora, vero?),
- quando gira vorticosamente ascoltando lo Schiaccianoci e grida IO ADORO BALLAREEEEEE...
- quando la piccolina chiama a ripetizione mammmammamma e allunga le braccia per farsi prendere in braccio.
- quando lui fa i versi e le smorfie e la piccolina pende dalle sue labbra (neanche avesse visto la Madonna)
- quando la Sorellina batte forte le manine sul tavolo e ride sguaiatamente per attirare l'attenzione del fratellone.
Ecco, queste sono le cose che mi riconciliano con il mondo e la vita. Non dico che per tutti debba essere così, ma certi individui dovrebbero considerarle, prima di fare commenti a sproposito a persone che nemmeno conoscono!!
Parlo di:
BUH,
Danza,
maternità,
Murasaki e...,
Sorellina
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