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venerdì 23 gennaio 2015

«Ma voi come fate ad essere così felici?»

«Ma voi come fate ad essere così felici?»
Questo mi ha chiesto BUH l'altro giorno, vedendo le foto che, lo scorso sabato, ho scattato con una delle mie sorelle e due di miei nipoti sulle spiagge calabresi. Ci siamo infatti riuniti perché con l'anniversario della morte di papà, volevamo stare vicine a nostra madre.

«Ma voi come fate ad essere così felici?»
Ma come rispondergli? Gli ho spiegato che la vita va avanti, che ci siamo ritrovati per ricordare le cose belle del nonno, e che il nonno è sempre stato una persona allegra e solare e che mai avrebbe voluto vederci ancora piangere a un anno dalla sua morte.

giovedì 15 gennaio 2015

Bambini e lutto: la morte del nonno vista da BUH

«Non è giusto mamma! Già l'anno scorso non ho potuto partecipare al funerale del nonno Giggi, e adesso tu vai dalla nonna per la messa di anniversario e non mi ci porti... È una vera ingiustizia!»


Nonna, il nonno non c'è più,
ma sarà sempre nel tuo cuore

Esattamente un anno fa mio padre, il nonno Giggi, se ne è andato. Per i bambini è stato il primo vero lutto e la sua elaborazione non è stata facile, soprattutto per BUH, che aveva già quasi otto anni (per l'elaborazione del lutto di Sorellina, leggete questo post).

Quel giorno ci siamo preparati e, prima di partire alla volta della Calabria, abbiamo aspettato che BUH uscisse da scuola per raccontargli noi stessi quanto era accaduto. Tornati a casa ci siamo seduti sul tappeto in soggiorno (Mr T, mia nipote G, BUH e io), abbiamo parlato, abbiamo pianto e ci siamo abbracciati forte perché ai bambini non si deve negare il diritto al lutto, al dolore che ne consegue e alla sua elaborazione.

lunedì 23 giugno 2014

I bambini e il lutto: la morte del Nonno vista da Sorellina

Sono passati sei mesi dalla morte del Nonnocalabrese e ora che questa assenza si è sedimentata, diventando quotidianità, voglio raccontarvi come abbiamo affrontato il primo vero lutto famigliare dei bambini di casa.
Lo farò in due post, perché anche se il nostro approccio è stato lo stesso per entrambi, diversa è stata la reazione di Sorellina, con i suoi quattro anni, rispetto a quella di BUH e dei suoi quasi otto anni.

Sorellina e il Nonnocalabrese, luglio 2013
Io sono una persona schietta, ai bambini ho sempre spiegato la vita esattamente com'è: a partire da come sono nati e dov'erano prima di nascere, alla fortuna che hanno rispetto ad altri bambini nel mondo, e certo, perfino la morte...
Non è stato facile, perché noi non gli parliamo di cielo o paradiso, ma abbiamo sempre cercato di fargli assimilare il concetto che se qualcuno che ami muore, non ti lascia mai davvero solo, perché un pezzo di quella persona rimane sempre nel tuo cuore.

venerdì 14 febbraio 2014

E' passato un mese: la vita continua, ma i ricordi restano

Ricordo lui che
mangiava il gelato,
ma no... eri tu!
Un mese, è passato un mese! A volte mi sembra di non sentire niente, di non sentire nemmeno la tua mancanza, forse perché da tanto tempo per colpa della tua salute cagionevole, non facevi più parte della nostra, della mia quotidianità. A volte invece mi sembra che tu sia ancora qui, oppure mi basta sentire l'aroma del caffè al mattino perché mi venga il magone.

mercoledì 22 gennaio 2014

"Mamma, quando moriremo come faremo a volare fino in cielo?"


Questo è uno di quei post che si scrivono e poi rimangono lì, nel limbo delle bozze, e non ci si decide a pubblicarli perché sembra sempre che manchi qualcosa, o che non sia il momento giusto per farlo. 
Per questo, però, mi sembra che il momento sia arrivato: si tratta di un post in cui racconto dei primi approcci di BUH verso l’idea del cerchio della vita e della morte, con le domande pratiche e un po’ buffe che solo un bambino di tre o quattro anni può fare su questo argomento. 

E’ il momento giusto anche perché prossimamente vorrei invece condividere con voi un post su come BUH e Sorellina stanno affrontando ed elaborando (ciascuno a suo modo) la perdita del Nonnocalabrese, il loro primo vero lutto.

martedì 14 gennaio 2014

Quello che rimane...


Quello che rimane non è poco e non è molto, ma svuota il cuore e contemporaneamente lo riempie.

Il tintinnio del cucchiaino nelle tazzine del caffè che è stato la sveglia quotidiana della mia infanzia.
Il caffè a letto che hai portato alla mamma, senza eccezione, ogni giorno della vostra vita insieme
(almeno finché le forze te lo hanno concesso).

Le passeggiate domenicali ai giardini di Porta Venezia: le giostre, la crema vaniglia e cioccolato della Centrale del Latte, il pane per le anatre.
Le passeggiate all'Idroscalo: i gelati, le partite a volano, le ciabattine rosse di pelle che un giorno dimenticasti di cambiarmi prima di uscire...


martedì 2 ottobre 2012

La foto che non ho

Ero indecisa se scrivere questo post oppure no. In realtà ne avevo uno pronto sui compiti, ma questa mattina su facebook tua figlia ha scritto questo:


"E io ho pensato a quella foto che non ho, quella che non ho scattato l'unica volta che hai incontrato e sfiorato BUH, il tuo primo nipote da "zio-nonno".
Lui aveva due settimane, o forse meno, la casa era invasa da parenti arrivati da vicino e lontano e tu sei rimasto lì, un po' in disparte, ma estasiato dalla bellezza di quella piccola nuova vita, dalla gioia di vedermi mamma e felice.
Tu che eri l'unico a dirmi che un giorno, quando mi fossi decisa, sarei stata una mamma dolcissima (ecco quello magari non sempre, ma tendenzialmente avevi ragione) e sei riuscito a vedermi in questo ruolo solo per un istante, prima di andartene via.

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