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venerdì 14 marzo 2014

Sorellina in viaggio con i nonni


Il momento è arrivato: oggi Sorellina salirà su un aereo diretto in Sicilia dove resterà per due settimane con i nonni lombardi.

"Mi divertirò moltissimo e al ristorante mangerò tante cose buone - ha detto ieri sera - voi però mi mancherete tantissimo!"
"Non preoccuparti, potremo parlarci per telefono tutte le sere."
"Ma anche con mio fratello?"

Sì, Sorellina, potrai parlare anche con il tuo adorato fratellone e anche tu ci mancherai, anche se ci farà bene avere due settimane da dedicare al nostro bambino grande.

"Mamma... shhh... non dirlo a Sorellina, ma sono proprio contento che per queste settimane sarò solo con voi. Non succedeva da tantissimi anni!"

lunedì 19 marzo 2012

Murasaki e le separazioni (3)

Eccoci arrivati al consueto appuntamento che potrei anche ribattezzare: I viaggi di BUH e Sorellina!
Quest'anno Nonna Bea e Nonno Mario, per il loro consueto viaggio di primavera, hanno deciso di portare con loro il nostro BUH.

BUH pronto a partire (foto scattata da Mr T) *
L'anno scorso avevano dovuto rinunciare a causa ristrutturazione della nonnesca dimora, ma quest'anno hanno voluto fare le cose in grande e approfittare dell'ultimo anno in cui BUH può permettersi di saltare senza problemi ben due settimane di scuola!!

martedì 12 ottobre 2010

Mr T, il lavoro a casa e i figli

Alcuni post letti di recente mi hanno fatto riflettere. Si parla spesso dei pro e contro del lavorare da casa o in un ufficio, e se ne parla soprattutto dal punto di vista delle mamme, che vorrebbero poter gestire meglio i propri tempi oppure che vorrebbero, giustamente, poter rapportarsi a un mondo di adulti oltre che a quello dei propri nani (vedi i recenti post di Mammafelice e di Machedavvero). Ma dai commenti che seguono questi post nessuno sembra curarsi del fatto che questi problemi possono, anche se in tono minore, riguardare anche i papà.

In particolare, mi ha fatto specie leggere il primo commento al post di Macheddavvero che, tra gli altri pensieri comprendeva questo:

"... Però una cosa è innegabile. Se un uomo è a casa e sta lavorando, lui non può essere disturbato perché sta lavorando. Se una donna è a casa e sta lavorando, sta anche badando alla cena, ascoltando con la coda dell'orecchio se la lavatrice finisce la centrifuga, dando lo sciroppo al bambino e rispondendo a una chilometrica telefonata di lamentele di sua madre. Minimo..."

Devo dissentire per una semplice ragione: se un uomo sta lavorando in una casa in cui ci sono bambini piccoli e nonni (suoi genitori) finisce per trovarsi nella stessa identica situazione descritta da Wonder, e lo dico per esperienza personale.

Mr T è un grafico freelance da anni, ma fino a un anno e mezzo fa si era sempre appoggiato ad agenzie pubblicitarie lavorando nei loro uffici. Per diversi motivi lo scorso anno ha deciso di mettersi in proprio, ma tra ricerca del locale da adibire a studio e il prolungarsi dei lavori di ristrutturazione, si è trovato a doversi ricavare un micro-ufficio in una stanza a casa dei suoi.

Bene, si potrebbe pensare, si chiude nella sua stanzetta e lavora tranquillamente. Ed è qui che ci si sbaglia!

Innanzitutto bisogna considerare che Sorellina, fino a tutto il mese di settembre, cioè fino a che non ha iniziato a frequentare il nido, è stata a tempo pieno a casa dei nonni e poi bisogna considerare i mesi estivi, in cui anche BUH! è stato molto più presente a casa dei nonni. Perciò alcune delle frasi tipiche che Mr T si sentiva ripetere ogni giorno, comprendono:

"Mr T, devo uscire a comprare il latte, mi tieni mezzora Sorellina, che fuori fa caldo/freddo?"
"Mr T, Sorellina dorme così bene, vai tu a prendere BUH a scuola? Tanto cosa vuoi che sia, interromperai il lavoro al massimo per una mezzoretta..."
"Papàaa, mi fai vedere un cartone sul tuo computeeer?"

E mi ci metto anch'io, che da quando ho ricominciato a lavorare a tempo pieno (sono fuori casa dalle 7.30/8 alle 19), mi affido fin troppo a Mr T, con la scusa che lui lavora a casa.
"Mi porteresti questi golfini in lavanderia? Tanto è sotto casa!"
"Passeresti tu a pagare la retta del nido/a ricaricare la tessera mensa della materna? Tanto se vai in paese..."

Insomma, oggi Mr T è un papà che gestisce i pargoli e parte della casa quasi dall'alba al tramonto e tra una corsa e l'altra lavora. Tutto perché al momento non ha un ufficio in cui rifugiarsi e concentrarsi in modo continuo sul suo lavoro.

Ogni mattina, con un aiuto relativamente limitato da parte mia, prepara BUH e Sorellina, li porta a scuola e nido. Lavora. Va a riprenderli per portarli dalla nonna. Lavora. Alla sera prepara la cena e sistema anche la cucina, mentre io mi limito a stendere, piegare ed eventualmente stirare i panni (attività che nemmeno mi spiace più di tanto). Senza contare che spesso si alza a consolare Sorellina di notte, perché io -ahimé, anzi ahilui- non la sento. E per tutto questo si lamenta? Beh a volte un po' lo fa, ma allo stesso tempo dice di essere felice di poter passare più tempo con i nostri figli, rispetto a quanto facesse prima.

Ho raccontato tutto questo perché, Mr T, voglio dirti grazie, perché so che troppo spesso sembra che non mi renda conto di tutto quello che fai per la nostra famiglia o che non lo apprezzi.
Non so come farei senza il tuo sostegno e -
ora che almeno ci sono una porta e una vetrata - ti auguro che lo studio sia pronto per l'inaugurazione al più presto e che tu possa finalmente concentrarti al cento per cento sul tuo lavoro e sui nuovi clienti.
Perché è vero che a volte per noi genitori l'ufficio serve da camera di decompressione, serve per riprendere fiato dallo stress familiare, dai bambini urlanti o frignanti e sempre aggrappati a gonne e a pantaloni, e tu ne hai davvero bisogno! Love4.

lunedì 26 luglio 2010

BUH! e la vacanza coi nonni

Sono passati tre giorni dalla partenza dei piccoli e all'inizio BUH! era troppo impegnato per parlarci al telefono e condividere con noi le sue impressioni, ma oggi finalmente ha voluto parlarmi al telefono...

BUH!: Mamma, oggi ho fatto un giro nella Natura. Ho visto i pomodoRRRi, alcuni erano RRRossi e alcuni erano veRRRRdi [già che abbiamo imparato a pronunciare la eRRe facciamola sentire bene]
Murasaki: [maestrina] certo amore, perché quelli verdi sono ancora acerbi, mentre quelli rossi sono maturi. E poi cos'altro hai visto nella natura?
BUH!: eehhmm... sai mamma? Qui c'è anche un parco della sabbia.
Murasaki: un parco della sabbia?
BUH!: sì, ci sono i RRRastrelli e anche le palette e anche i secchielli con le catenelle (sistema di carrucole per trasportare la sabbia, ndNM*)
Murasaki: bellissimo e ti piace giocare là nel parco?
BUH!: ...
Murasaki: BUH! BUH! ci sei ancora?
Nonno M: scusa ha posato il telefono sulla poltrona e se ne è andato...

Beh, insomma, mica potevo pretendere di più, mi sembra già un regalo che si sia fermato quei pochi minuti a raccontarmi della sua vacanza.

Quanto al giro nella natura è una nuova iniziativa dell'hotel dove in passato abbiamo trascorso le vacanze estive anche noi e BUH! Si tratta di un percorso natura in cui i bambini sono accompagnati da un animatore che gli fa osservare e descrive loro quello che li circonda, che di tanto in tanto li fa sdraiare su alcuni teli, per ascoltare i suoni del bosco. Credo sia un'esperienza forte per quei bambini che normalmente vivono in città, persino per BUH! che ha la fortuna di abitare in un una cittadina piena di parchi e vicina a un vasto bosco.

*ndNM = nota del Nonno M :-)

giovedì 15 luglio 2010

BUH! e le notti dai nonni

BUH! quando può adora fermarsi a dormire dai nonni, forse perché è rimasto uno dei pochi momenti in cui ha Nonna Bea e Nonno M tutti per sé... insomma senza l'intrusione di quella guastafeste di Sorellina.

Devo dire che sin dalla prima volta in cui si è fermato a dormire da loro, non ha mai vacillato, non ha chiesto una sola volta di tornare da mamma e papà. Per questo ieri sera ci ha molto stupito quando, alle 21.15 è squillato il telefono e...

Mr T: Pronto!
Nonno M: BUH! vuole parlarti...
BUH!: [lamentoso] voglio tornare a casa miiiiaaaa!
Mr T: cosa è successo? Come mai vuoi tornare a casa?
BUH!: umph umph... voglio tornare a casa miiiaaaaa!

Apparentemente non è capitato nulla di strano, ci racconta il nonno, semplicemente di punto in bianco BUH! ha iniziato a piagnucolare, dicendo che voleva tornare a casa sua...

Nonno M allora lo ha riaccompagnato da noi (per fortuna abitiamo a meno di un km da casa dei nonni) e, quando BUH! varca la soglia di casa, finalmente arriva la rivelazione.

Il piccolo mi salta in braccio e mi sussurra piano all'orecchio: Mamma devo dirti un segreto... io e il papà dobbiamo costruire un elicottero!!

Sì, perché ieri mattina gli era tornata in mente la scatola del Meccano che aveva ricevuto per il suo compleanno e aveva chiesto a Mr T di smontare il sidecar e costruire l'elicottero al ritorno dal centro estivo.

Per fortuna erano ormai quasi le 22 e il nostro piccolo meccanico era troppo stanco perfino per protestare, quando gli abbiamo detto che avremmo dovuto rimandare la costruzione dell'elicottero al giorno successivo... perciò Mr T preparati, stasera si costruisce!!!

lunedì 25 gennaio 2010

BUH e la lettura

BUH ha da sempre avuto una passione sfrenata per i libri e la lettura, e come tutti i bambini che amano sfogliare libri e farsi leggere filastrocche, storie e fiabe, alcune le impara praticamente a memoria.

A 20/21 mesi poteva recitare quasi integralmente la vispa teresa, capra capretta, cavallino arrò arrò e qualche altra filastrocca che mi obbligava a rileggergli ogni sera prima della nanna.

Crescendo, dalle filastrocche siamo passati a storie brevi e semplici, ai Barbapapà e poi a qualche fiaba. Nel nostro compito di educatori di un piccolo lettore siamo stati aiutati molto anche dall'asilo nido, dove le educatrici avevano istituito una vera e propria biblioteca: i piccoli sceglievano ogni venerdì un libro da portare a casa e leggere durante il fine settimana.

In questo periodo tra le fiabe preferite di BUH ci sono La bella addormentata e Biancaneve, così durante il nostro soggiorno in Calabria gli abbiamo regalato un libro che le contiene entrambe, insieme al cd da ascoltare. Durante il viaggio di ritorno abbiamo ascoltato il cd con le due fiabe innumerevoli volte e, naturalmente, BUH le ha ormai perfettamente memorizzate, così...

Qualche giorno fa BUH era dai nonni e il Nonno M ha deciso di leggergli Biancaneve, ma cercava di edulcorare alcune espressioni, come ad esempio: fare del male invece di uccidere. Risultato: BUH continuava a correggerlo.

Al ritorno dalla spesa Nonna Bea ha chiesto: Allora BUH, il nonno ti ha letto Biancaneve?

BUH: si... però... lui non sa tanto leggere!!!
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